![]()
|
|
Ma non é
solo l'ambiente esterno ad avere responsabilità siamo
anche noi come categoria che siamo più propensi a fare
la voce grossa a casaccio che ad informarci e a far valere i
nostri diritti. ![]() Mai come in questo
particolare momento, con un mercato del lavoro in continua trasformazione
e con la perdita di quei punti di riferimento che hanno guidato
le generazioni precedenti (fidelizzazione del rapporto di lavoro,
certezza del trattamento pensionistico), è opportuna una
riflessione sul ruolo e le opportunita del musicista e, più
in generale, di chi svolge la sua attività professionale
nei campi dell'insegnamento, dell'arte, dell'organizzazione di
attività destinate alla crescita culturale delle persone.
Oggi il mestiere del musicista solo in rarissimi casi si realizza
all'interno delle grandi istituzioni, solo una minoranza di noi
ha un rapporto stabile con enti quali i conservatori, i teatri
dell'opera, le orchestre. Nella maggior parte dei casi il raggiungimento
di un reddito sufficiente è ottenuto attraverso più
occupazioni, l'insegnamento, l'attività concertistica,
l'organizzazione di eventi ed iniziative, con una poliedricità
di rapporti professionali stretti con associazioni, scuole, istituzioni
ed altri artisti. In una situazione così fluida, e cosi
incerta, tra le nostre competenze non possiamo più permetterci
di elencare solo le nostre qualità artistiche o le capacità
didattiche, abbiamo la necessità di conoscere il mercato
dove saremo costretti a muoverci, le insidie che nasconde, gli
strumenti che ci occorrono per poter andare avanti. Per questi motivi ho pensato di realizzare una serie di schede intervento che periodicamente spero possano tornare utili. Ed incominciamo proprio dall'INPS.
L'I.N.P.S. è l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; è quindi l' organismo preposto a darci la pensione quando saremo anziani e a contribuire in piccola misura al nostro sostentamento in caso di ricovero in ospedale, o in caso di maternità ecc. La nostra categoria vive questa contraddizione (quando non siamo costretti a lavorare "a nero"): in quanto musicisti abbiamo un rapporto con l'E.N.P.A.L.S. (vedere la scheda sull'ENPALS); in quanto insegnanti di musica nell'Istituzione Pubblica o in scuole private abbiamo rapporti con l'INPS. Con la conseguenza che , non essendo cumulabili i contributi versati ai due Enti (cioé sommabili fra loro -vedi circolare inps 112 del 25/5/96) si verifica una riduzione nelle prestazioni. Se non ci diamo da fare, insomma, rischiamo di non avere nessuna pensione da nessuno dei due Enti. In particolare in questa scheda
ci occupiamo dell'INPS in relazione ai rapporti di lavoro per
collaborazione coordinata e continuativa, visto che in caso di
prestazione straordinaria occasionale la retribuzione percepita
è esente dai versamenti INPS (comunque vedere la scheda
sui rapporti di lavoro a parte). E' infatti in aumento esponenziale
l'aumento delle persone senza diritti cherientrano in questa
categoria contrattuale, nota anche come lavoratori atipici (e
i musicisti sono atipici fra gli atipici sic !), o come parasubordinati,
o come " nuovi assicurati" per l'INPS. Ricordiamo che il contributo INPS, ad oggi è del 10% solo per chi ha anche supplenze annuali od altro, e del 14 % per gli altri. E' previsto che aumenti di 0,50 punti percentuali ogni due anni fino ad arrivare al 19.5 %. Oltre che provvedere alla ipotetica
pensione l'INPS si occupa delle seguenti altri prestazioni: Malattia;
Maternità; Disoccupazione; Cassa Integrazione Guadagni;
Indennità di mobilità ecc.). E' superfluo ricordare
che solamente pochissime di queste prestazioni o ammortizzatori
sociali e da pochissimo tempo riguardano la nostra categoria. ![]() Parliamo di Assegni di parto, assegni familiari e tutela per malattia. Assegni di parto: a partire dal 1/1/98 (D.M. pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale 171 del 24/7/98) una lavoratrice che per esempio abbia partorito
il 1 dicembre 2001, non iscritta a nessun altra gestione previdenziale
obbligatoria (per intenderci che non sia dipendente pubblica o privata,
o iscritta a casse previdenziali particolari quali quella dei giornalisti,
dei medici ecc.), e che abbia almeno 3 mensilità contributive
versate tra ottobre 2000 e ottobre 2001, ha diritto a ricevere un assegno
di parto che può variare tra i 2/300 Euro e ca 1.700/1.800 Euro
a seconda del numero e dell'entità dei versamenti. Per ricevere
l'assegno dovrà presentare la domanda (modulo MAT/GEST.SEP) all'Inps
entro il 1 dicembre 2002 allegando una serie di documenti relativi al
parto e ai versamenti effettuati dal committente. Assegni familiari: In questo caso solo pochissimi hanno diritto ad un assegno erogato per i mesi coperti da contribuzione (circolari Inps 47/99, 147/99, 5/2000 e 169/2000). Per capirci una famiglia con entrambi i genitori, con due figli se ha un redditto complessivo lordo superiore ai trentaduemilioni, oppure se il reddito non é composto almeno per il 70% dalla categoria della quale ci occupiamo non ha diritto ad alcun assegno. Tutela per malattia: dal 1 gennaio 2000 (ma disciplinata dalla Circolare numero 147 del 23-7-2001) in caso di degenza ospedaliera i Collaboratori coordinati e contuinativi con un minimo di tre contributi mensili nei dodici mesi precedenti la data del ricovero e con un determinato reddito individuale hanno diritto ad una indennità giornaliera di malattia fino ad un massimo di 180 gg. nell'anno solare. Questa indennità è piuttosto bassa ed è calcolata in base a complicati calcoli simili a quelli della pensione e della maternità. Per averla il lavoratore dovrà presentare domanda indicando la data di iscrizione alla "Gestione separata", gli importi degli compensi lordi percepiti negli ultimi 2 anni compreso quello del ricovero, l'autocertificazione da cui risulti il reddito individuale dell'anno precedente, e allegare il certificato di degenza. Per concludere: Sia nel caso
siamo lavoratori sia nel caso siamo committenti anche per quanto
riguarda l'INPS è essenziale ragionare sulle cifre lorde
e non sulle nette per poter arrivare a delle conclusioni ![]() Altri dati li potete comunque cercare sul sito, non sempre aggiornato per quanto ci riguarda, http://www.inps.it/Doc/tuttoinps/ca/ca_tes117.htm |
|
|